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GUERRA
E PACE: QUANDO LE BUGIE HANNO LE GAMBE LUNGHE |
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Vedendo
la foto della madre irachena che si dispera,
impotente, per suo figlio, si capisce all’istante
tutta l’atrocità e la drammaticità
che da anni sta vivendo il popolo iracheno. |
Come
se non bastassero i dieci anni di guerra con
l’Iran, gli iracheni, dal 1990, stanno
subendo drammaticamente l’embargo che
gli USA hanno imposto contro di loro, ed oggi
questa immensa ingiustizia sta culminando con
una guerra che solo Dio sa come andrà
a finire.
Non mi interessa accusare nessuno, non mi interessa
fare discorsi prolissi per addossare responsabilità,
non mi interessa studiare la storia per trovare
il capo della matassa, non mi interessa essere
esperto statista per trovare soluzioni sulla
carta, ora mi interessa soltanto chi si occuperà
di loro, del popolo iracheno, delle madri che
piangono i loro figli, delle donne che piangono
in silenzio per il loro stato, dei bambini che
stanno in ospedale invece di giocare nei campi,
e degli uomini che piangono perché si
sentono umiliati. |
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Girovagando
per la rete ho trovato il seguente interessantissimo
documento che ci potrà far riflettere
ed aprirci gli occhi perché agli iracheni
è stato tolto il diritto di avere un’esistenza
dignitosa e serena: |
LE BUGIE SULL'EMBARGO ALL'IRAQ |
PRIMA
BUGIA:
E' COLPA DI SADDAM SE SONO MORTI MEZZO MILIONE
DI BAMBINI. SADDAM POTREBBE NUTRIRE IL SUO POPOLO
SE COMPRASSE CIBO INVECE DI ARMI
"Più di un milione di iracheni -
500.000 di essi, bambini - è morto come
conseguenza diretta dell'embargo. Il 12% dei
bambini di Baghdad è morto, il 28% malato,
il 29% denutrito" (FAO, dicembre 1995).
Tutto il denaro ricavato dalla vendita di petrolio
viene gestito da ispettori dell'ONU, il 40%
del quale viene trattenuto per riparazioni di
guerra e sostentamento delle Nazioni Unite.
E' solo da pochi mesi che Washington ha permesso
il passaggio di viveri di prima necessità
e medicinali dopo una chiusura di anni. Per
dieci anni è stato imposto il veto sull'importazione
di cloro per disinfettare l'acqua e di attrezzi
agricoli e per ricostruire la rete elettrica
in tutto il paese.
Un rapporto del New York Times (2/11/01) rivela
che vengono trattenuti miliardi di dollari sulla
vendita del petrolio. Le vendite di petrolio
hanno ottenuto un ricavo di 4 miliardi di dollari
l'anno: l'ONU ha trattenuto il 35% del ricavato,
lasciando al popolo iracheno 2.6 miliardi di
dollari, divisi per una popolazione di 20 milioni
di abitanti. Ogni iracheno, dunque, ha ricavato
130 dollari l'anno, il che vuol dire 36 centesimi
al giorno per compare cibo e medicine. E si
tenga conto del fatto che il governo iracheno
ha bisogno di parte di questo ricavato per la
ricostruzione delle infrastrutture (acquedotti,
ponti, fabbriche, strade, rete telefonica ed
elettrica). A parte tutto ciò, gli USA
hanno impedito che l'Iraq riorganizzasse la
sua attività agricola con il blocco assoluto
imposto a tutti i prodotti chimici e meccanici
(fertilizzanti, insetticidi, macchine agricole).
SECONDA BUGIA:
SE L'IRAQ PERMETTESSE L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI
INTERNAZIONALI SUI DEPOSITI DI ARMI DI DISTRUZIONE
DI MASSA, L'EMBARGO TERMINEREBBE. L'IRAQ DEVE
DIMOSTRARE CHE NON POSSIEDE ARMI DI DISTRUZIONE
DI MASSA
Non c'è alcuna connessione tra le ispezioni
e le sanzioni sull'Iraq, e, di conseguenza,
non vi è alcun incentivo affinché
l'Iraq permetta tali ispezioni. |
In realtà
gli USA utilizzano le ispezioni come un grilletto
per l'attacco. Le ispezioni non sono solo inutili
(nessun governo al mondo utilizzerebbe siti
da ispezionare per costruire armi chimiche e
biologiche) ma è stato provato, anche
attraverso denunce di ispettori stessi, che
esse non sono in alcun modo correlate all'imposizione
dell'embargo. In altre parole, l'embargo sull'Iraq
andrà avanti, come asserì Clinton,
"fino alla fine dei tempi, o, almeno, fino
alla fine di Saddam". Madeleine Albright
affermò, nel 1997, che gli USA "non
erano d'accordo con quei paesi i quali affermavano
che, se l'Iraq avesse assolto ai suoi obblighi
internazionali in merito alle armi di distruzione
di massa, le sanzioni avrebbero dovuto essere
alleggerite". |
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TERZA
BUGIA:
L'IRAQ NON ACCETTO' L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI
INTERNAZIONALI. ECCO PERCHE' L'AMERICA COMINCIO'
I BOMBARDAMENTI
L'Iraq, in realtà, permise ispezioni
dal 1991 al 1998, ma Washington non alleggerì
la pressione economica e militare. Scott Ritter,
ex-ispettore dell'UNISCOM, disse ai microfoni
della CNN: "In termini di programmi a larga
scala di armi di distruzione di massa, queste
sono state fondamentalmente eliminate e smantellate
dagli ispettori fin dal 1996, sicché
oggi (1998) la situazione sul terreno è
completamente sotto controllo". In quello
stesso anno, Washington chiese l'accesso ai
files personali governativi, cioè alla
struttura del potere politico iracheno. Saddam
capì che le richieste americane sarebbero
via via aumentate senza alcuna contropartita,
ossia senza alcun alleggerimento dell'embargo.
QUARTA BUGIA:
L'EMBARGO NON E' DIRETTO CONTRO LA POPOLAZIONE
IRACHENA, MA CONTRO IL SUO GOVERNO
La Gran Bretagna e gli USA hanno imposto all'Iraq
un piano di "pace" che prevedeva ispezioni
continue in cambio di nulla. La Russia e la
Francia suggerirono un piano che prevedeva la
fine dell'embargo in cambio delle ispezioni
continuate da parte degli ispettori del WMD.
A ciò Washington ha risposto con un no
secco a tutte le ipotesi di alleggerimento dell'embargo,
non importa quali fossero i passi dell'Iraq,
fintantoché Saddam restava al potere.
Le cifre drammatiche dell'embargo parlano chiaro:
la popolazione irachena soffre di denutrizione
cronica. Una popolazione che, prima della guerra,
vantava i più alti standard di livello
di vita in tutto il Medioriente, sta regredendo
verso l'età della pietra. L'impatto più
notevole è sui bambini: si calcola che
le privazioni di cure, assistenza sanitaria,
cibo e medicinali produrrà una prossima
generazione di iracheni mentalmente ritardati,
con grossi problemi comportamentali e fisici. |
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QUINTA BUGIA:
LE NAZIONI UNITE HANNO DECRETATO L'EMBARGO.
WASHINGTON L'HA SOLO RINFORZATO
In realtà molte nazioni desideravano
interrompere l'embargo e permettere il passaggio
di beni non militari. Il veto imposto dagli
USA ha sempre bloccato qualsiasi iniziativa
in tal senso (UPI, 11/1/00). Quando nel 1990
fu imposto l'embargo, uno tra i più brutali
mai imposti ad un paese in epoca moderna, nessuno
intendeva che dovesse durare a vita. Tale embargo
contravviene alla Carta delle Nazioni Unite,
ed alle Convenzioni dell'ONU sui diritti umani
e sui diritti del bambino. L'attacco unilaterale
all'Iraq e' totalmente illegale, incostituzionale
e contravviene alla Carta delle Nazioni Unite
ed a quella di Norimberga. |
SESTA
BUGIA:
SE NON BOMBARDIAMO L'IRAQ, QUESTI USERA'
LE SUE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA CONTRO I
SUOI VCINI, IN PARTICOLARE CONTRO ISRAELE
Saddam non ha usato tali armi durante la Guerra
del Golfo, quando la popolazione irachena veniva
attaccata da tutti i paesi del mondo e non lo
farebbe mai, seppure possedesse tali armi.
Per contro, i vicini prossimi dell'Iraq, la
Turchia ed Israele, non soltanto possiedono
armi di distruzione di massa (Israele possiede
addirittura oltre 200 testate nucleari mai ispezionate)
ma le utilizzano, contro i curdi e contro i
palestinesi. Il prossimo attacco all'Iraq non
sarà fatto dunque per impedire l'utilizzo
di tali armi, ma semplicemente per smembrare
un paese già devastato, dividerlo in
tre tronconi guidati possibilmente da governi
fantoccio, eliminare qualsiasi possibilità
che possa esservi una nazione, in Medioriente,
in grado di poter competere con Israele, mantenere
l'intero Medioriente in uno stato di soggezione,
dipendenza, instabilità. |
Antonio
Iammarino |
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