La Filodrammatica

La Filodrammatica di Ripalimosani è stata fondata ufficialmente nel 1926 su iniziativa dei Padri Oblati di Maria Immacolata (OMI) da poco insediatisi nel vecchio Convento.

I ripesi, a dire il vero, hanno sempre avuto un trasporto naturale per l’arte drammatica e come si rileva da alcune cronache d’epoca, già alla fine dell’Ottocento davano vita a qualche spettacolo per iniziativa di alcuni studenti in paese per le vacanze.

Dapprima in formazione esclusivamente maschile, nel corso della sua lunga storia la Filorammatica ha messo in scena, nella storica Sala Teatro del Convento, decine e decine di lavori a partire da molti drammi a forti tinte quali “Le Piastrine”, “La Passione di Cristo”, “Quo Vadis”, “Cristoforo Colombo”, “San Francesco d’Assisi”, “La morte scarlatta”, “E’ lei il signor Cimasa?...”, ecc. e, come era nella consuetudine, la serata terminava sempre con l’immancabile farsa ad atto unico interpretata da attori veramente tagliati per la comicità.

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Alcuni manifesti d'epoca realizzati a mano da Nino Iammarino

L’amore e la costanza per la vita artistica ha coinvolto intere generazioni del paese e di tutte le estrazioni sociali che anticamente erano chiuse e nemiche fra loro: operai, artigiani, agricoltori, studenti, professionisti, padri e figli, chi più e chi meno hanno calcato la scena dimostrando non di rado un talento ed una predisposizione alla recitazione non indifferenti che destavano viva ammirazione da parte del pubblico.

In periodi in cui la radio, unica fonte di svago, era prerogativa di pochi, così come in seguito la televisione, sono state realizzate centinaia di recite che non avevano solo il fine ricreativo ma anche educativo sia per lo spettatore che per gli attori, inoltre la scuola filodrammatica era il luogo in cui si imparava l’arte dello stare insieme per un progetto di collaborazione in cui ognuno aveva il suo preciso compito. Le prove, la scenografia, i costumi, ma anche le papere, le risate, gli attimi di smarrimento, la ripetizione di una scena, sono tutti motivi di affiatamento, occasioni per cementare vecchie e nuove amicizie dove l’uno è il sostegno dell’altro, tutte cose che fanno bene al cuore e formano moralmente e socialmente.

Intorno agli anni ’50 la Filodrammatica ha aperto le porte alle donne, dapprima in compagnie separate, indi in formazione mista, il che ha dato modo al sodalizio di raggiungere un consistente grado di perfezionamento ed offrire al pubblico riviste d’arte sempre a sfondo educativo e commedie brillanti.

Sarebbe lunghissimo l’elenco dei tanti attori ripesi che hanno recitato, ma un nome va fatto subito: Nicolino Camposarcuno. Sempre presente fin dalla sua giovinezza, instancabile attore, organizzatore, truccatore, regista, era la persona di riferimento per tutta la compagnia e sarà poi anche autore di diverse commedie.

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Nicolino Camposarcuno (il primo in alto da destra) con alcuni filodrammatici (anni '70)

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Una scena de "La morte scarlatta" (1979)

Fra le donne degne di essere menzionate sono le prime due ragazze che hanno partecipato ad una compagnia mista portando in scena nel 1968 “Quel simpatico Zio Parroco”: Maria Cannavina e Bambina Trivisonno. Lo spettacolo riscosse tanto di quel successo che furono necessarie più repliche anche fuori Ripa.

Ma oltre al gruppo stabile degli adulti, a Ripa non è mai mancato il coinvolgimento sia dei bambini che dei giovanissimi, durante il periodo natalizio o la chiusura dell’anno scolastico viene spesso organizzata una bella recita degli allievi ed in alcuni casi anche nel teatro all’aperto durante l’estate.

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Il gruppo in trasferta (1983)

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Un scena de "Quel simpatico Zio Parroco" (1983)

Negli anni ’90 la compagnia ha portato in scena prevalentemente le commedie ideate e scritte da Nicolino Camposarcuno. Sono tre commedie in dialetto ripese basate sui personaggi di “Peppe e Kole”: due simpatici vecchietti che durante una bevuta di buon vino al bar, in un italiano tutto loro, prendono in giro le cose della vita moderna, personaggi questi già ideati da lui stesso negli anni ’70 e pubblicati sui vari numeri del Gazzettino. Il loro tema è il rapporto tra la vecchia e la nuova generazione “dove – scriverà lo stesso Nicolino - tra pettegolezzi e ilarità familiari sboccia una verità incontrovertibile: l’amore e l’unità della famiglia quali valori cui nessuno, vecchio o giovane, vuole rinunciare.

Nicolino Camposarcuno muore il 2 maggio del 2003 ma il sodalizio, ormai ben affiatato e coeso grazie soprattutto al suo mentore, è pronto per continuare a camminare da solo e a regalarci tanti altri successi, diventano un’associazione con la denominazione “Filodrammatica Nicolino Camposarcuno”.

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La prima di "Ddemane è n’atre jorne" (07/08/1993)

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La prima di "A vite è na ffecciate de fenesctre" (Teatro Savoia Campobasso 27/06/2004)

Nel 2004 gli viene assegnato il “Premio Sollazzo” con la seguente motivazione: “La volontà, l’impegno e l’ottima predisposizione all’arte della recitazione sono una sicura garanzia per la conservazione e l’accrescimento di un patrimonio artistico a Ripalimosani. Vi auguriamo di continuare a coltivare la vostra passione per il teatro, che ha coinvolto negli anni intere generazioni di ripesi, con costanza ed entusiasmo, al fine di alimentare quella fiammella accesa nel lontano 1926, anno di fondazione della Filodrammatica”.

Quando una passione è ben radicata in un popolo, possono nascere in ogni tempo i più bei frutti che portano vigore e nuova linfa, ed è esattamente questo che è avvenuto nella Filodrammatica. Uno dei discepoli più fedeli e talentuosi di Nicolino ha continuato la strada maestra nella scrittura di commedie in dialetto, stiamo parlando di Paolo Petti. Già dal 2005 ha iniziato a regalarci perle di teatro che ancora oggi non smette di donarci, nel 2010 istituisce inoltre il Premio Nicolino Camposarcuno assegnato alle compagnie che partecipano alla rassegna Ripateatro e nel 2019 avvia la scuola di dizione per tutti coloro che vogliono avvicinarsi o perfezionarsi al mondo della recitazione.

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Paolo Petti durante una presentazione

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Una scena di "Dove sctanne i solde de papà"  (05/08/2018)

RipalimosaniOnLine augura alla Filodrammatica lunga vita ed un avvenire con tanti altri successi.

Segue un elenco delle principali rappresentazioni dagli anni ’90:

  • 07/08/1993 "Ddemane è n’atre jorne" di Nicolino Camposarcuno. La prima al Teatro di Ripa
  • 03/09/1994 "U pejese è peccerelle… a gende mmormere" di Nicolino Camposarcuno. La prima al Teatro di Ripa
  • 05/02/1995 "U pejese è peccerelle… a gende mmormere" di Nicolino Camposarcuno. Teatro Savoia Campobasso
  • 13/08/1995 "U pejese è peccerelle… a gende mmormere" di Nicolino Camposarcuno. Teatro di Ripa
  • 20/02/1997 "Ddemane è n’atre jorne" di Nicolino Camposarcuno. Tatro Savoia Campobasso
  • 27/12/1999 "Ddemane è n’atre jorne" di Nicolino Camposarcuno. Tatro Savoia Campobasso
  • 27/06/2004 "A vite è na ffecciate de fenesctre" di Nicolino Camposarcuno. La prima al Teatro Savoia Campobasso
  • 27/08/2004 "A vite è na ffecciate de fenesctre" di Nicolino Camposarcuno. Teatro di Ripa
  • 28/08/2004 "A vite è na ffecciate de fenesctre" di Nicolino Camposarcuno. Parco S. Giovanni (CB)
  • 10/06/2005 "U pejese è peccerelle… a ggende mmormere" di Nicolino Camposarcuno. Tatro Savoia Campobasso
  • 27/05/2006 “Qua ce sctà ù Perevise” di Paolo Petti. La prima al Teatro Savoia Campobasso
  • 06/08/2009 "Tu chiaml… case de repose" riadattamento di Paolo Petti. La prima al Teatro di Ripa
  • 13/08/2009 "Ddemane è n’atre jorne" di Nicolino Camposarcuno. Teatro di Ripa
  • 13/08/2015 "I lettere dell'aldilà" di Paolo Petti. La prima al Teatro di Ripa
  • 09/08/2017 "E dice i bescie è arte liegge" di Paolo Petti. La prima al Teatro di Ripa
  • 22/12/2017 “Ade menì Gesù” riadattamento di Paolo Petti. Ragazzi scuole medie al Convento di Ripa
  • 05/08/2018 "Dove sctanne i solde de papà" riadattamento di Paolo Petti. La prima al Teatro di Ripa
  • 10/08/2019 “Memmucce cacce i solde” di Paolo Petti. La prima al Teatro di Ripa
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